Amalfi e le sue mille meraviglie

La caratteristica cittadina di Amalfi, al centro della Costiera cui dà il nome, è una delle più rinomate località turistiche d’Italia.

Amalfi: storica cittadina della costiera

La cittadina di Amalfi, al centro della Costiera cui dà il nome, è una delle più rinomate località turistiche d’Italia. La bellezza del paesaggio, le memorie storico artistiche, la singolarità delle architetture e la mitezza del clima.

Amalfi è la più antica repubblica marinara d’Italia. Scagliona le case bianche in pittoresco disordine a gradinate sul pendio, all’angusto sbocco della valle dei Mulini.



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La storia di Amalfi

Secondo la leggenda, Amalfi sarebbe stata fondata nel sec. IX da alcuni Romani in viaggio per Costantinopoli, che naufragarono a Ragusa. Nel ritorno, si fermarono presso Palinuro dove fondarono “Melphe” (perciò furoni detti Melphitani). In seguito si portarono a Eboli, quindi nel luogo più sicuro della costa salernitana dove diedero origine ad Amalfi (da A-Melphes).

Il rinvenimento di frammenti marmorei e fittili romani nei dintorni lascerebbe tuttavia supporre che la località fosse abitata fin dai tempi imperiali.

Amalfi appare nei documenti ufficiali solo intorno al sec. VIII, quando già la povertà del suolo aveva spinto verso il mare i suoi abitanti. Dopo la vittoria di Narsete sui Goti (553) entrò a far parte del ducato bizantino di Napoli. Nel 786 fu invano assediata dal principe di Benevento, il longobardo Arechi II. La debolezza e la lontananza del governo di Costantinopoli favorirono la condizione di autonomia e di crescente sviluppo. Nel 812 respinse i Saraceni, ma nel 838 Sicardo, duca di Benevento, approfittando di discordie tra il popolo e i nobili la saccheggiò e condusse parte della popolazione a Salerno, con l’intenzione di utilizzare a favore dei Longobardi l’esperienza e la rete commerciale degli Amalfitani.

Morto Sicardo in una congiura, questi si ribellarono e rientrarono in patria (agosto 839).

La grandezza di Amalfi

Ebbe inizio una volta ricomposte le lotte interne, con la costituzione a Repubblica libera durata fino al 1137 e governata da un doge. Amalfi, la cui marina si era andata sempre più potenziando, ebbe per lungo tempo un ruolo di primo piano nelle contese lungo le coste meridionali. Nel 849 le sue navi, insieme a quelle di Napoli e Gaeta, sconfissero a Ostia la flotta Saracena che si preparava ad attaccare Roma. Nel 872 aiutò Ludovico II, di cui aveva riconosciuto la sovranità, a liberare il vescovo di Napoli Atanasio, prigioniero del duca Sergio, avendone in premio il dominio dell’isola di Capri. Verso il secolo XI la Repubblica aveva raggiunto l’apice della potenza. Ricca e popolata, intratteneva intensissimi traffici con l’Oriente dal quale importava spezie, profumi, tele, stoffe preziose, tappeti.

Gli amalfitani costruirono luoghi di culto e ospizi anche a Gerusalemme, come l’ospedale e la chiesa di S.Giovanni l’Elemosiniere (1020) ove Gerardo Sasso avrebbe fondato l’ordine degli Spedalieri o di S.Giovanni, poi divenuto dei Cavalieri di Rodi e quindi di Malta.

Le leggi marittime della Repubblica, le celebri Tavole Amalfitane conservate in una redazione tarda nel Museo civico in Municipio, costituirono allora e per secoli il codice del commercio per tutto il Mediterraneo.

La decadenza

La decadenza di Amalfi fu determinata, dopo il secolo XI, da lotte interne. Approfittando delle lotte intestine Guaimario IV principe di Salerno, con l’aiuto dei Normanni, si impadronì dei ducati di Amalfi e di Sorrento. Gli stessi Normanni la presero nel 1073 con Roberto il Guiscardo, il quale però le lasciò una certa autonomia. Nel 1096 la Repubblica tornò libera, per ricadere nel 1101 sotto Ruggero il Normanno salvando ancora l’autonomia amministrativa. Ruggero II la espugnò dopo duro assedio nel 1131.

Nel 1135 e 1137 i Pisani, approfittando delle sue condizioni, la saccheggiarono insieme ad Atrani, Ravello, Scala, Minori e Maiori. La Repubblica, però, non perdette subito la floridezza commerciale, essendo inserita nel nuovo potente stato normanno. Nel 1461 da Ferdinando I, re di Napoli, fu data in dote a sua figlia Maria, che andava in sposa a Ferdinando Piccolomini. Sotto quella famiglia la città rimase fino al 1582. Da allora non ebbe storia particolare.

Situata in uno spazio angusto tra il monte e il mare, Amalfi si presenta molto scenografica, con viuzze coperte, strette e pittoresche, simili a tortuosi corridoi di conventi, con angoli di immensa suggestione. La spiaggia, un tempo più estesa, è stata quasi distrutta dalle mareggiate e dalle frane.

Luoghi da visitare ad Amalfi

Piazza Flavio Gioia

Piazza Flavio Gioia costituisce con la vicina piazza del Duomo il centro della cittadina e dai parapetti sul mare offre una veduta complessiva della stessa. Alla destra sul capo, in posizione elevata, il bianco fabbricato dell’albergo Luna. Più in alto la torre dello Zirro e il lungo loggiato del Cimitero. Dalle case emerge il campanile del Duomo rilucente di maioliche colorate. Lontano a sinistra su una rupe, l’albergo dei Cappuccini spicca col suo bianco tra il verde.

Nella piazza, il monumento a Flavio Gioia ricorda che proprio qui nacque, secondo la tradizione, il presunto inventore o perfezionatore della bussola. La sua esistenza è oggi dubbia, forse spiegabile con l’errata trascrizione di un codice.

Gli Amalfitani furono comunque i primi in Europa, tra fine secolo XII e principi XIII, a valersi della proprietà direttiva del magnete.

Alle spalle del monumento due arcate ogivali nascondono i resti dell’arsenale della Repubblica, consistenti in due grandi navate coperte da crociere a sesto acuto, che ricordano spazi islamici. Vi si costruivano galee tra le più grandi del tempo (112-116 remi).

Il Duomo

Il Duomo, che domina da una ripida scalinata l’omonima e pittoresca piazza, è il monumento più importante di tutta la Costiera. Fondato nel secolo IX e dedicato a S.Andrea, presenta una facciata vivace di forme e di colori. A sinistra del prospetto e non allineato con esso, si leva il campanile sicuramente già esistente nel 1180 e compiuto nel 1276 con la costruzione della cella campanaria. Si compone di un piano di bifore e uno di trifore, con coronamento arabeggiante di torri ad archi intrecciati e copertura a embrici maiolicati gialli e verdi. Al termine della scalinata si è nell’atrio porticato, a liste di marmo bianche e nere e diviso trasversalmente in due navate da colonne. Vi si aprono gli ingressi al Duomo, alla chiesa del Crocifisso e all’antico cimitero noto come chiostro del Paradiso.

L’interno del Duomo, rifatto in forme barocche, ha pianta a croce latina su tre navate, che sono divise da pilastri rivestiti di marmi commessi e racchiudenti colonne antiche. Chiostro del Paradiso, cui si accede dal settore sinistro dell’atrio del Duomo, fu fatto costruire nel 1266-68 in funzione di cimitero per i cittadini illustri. Vi si aprono alcune cappelle affrescate costruite quando il luogo accoglieva le spoglie dei nobili.

La chiesa del Crocifisso è stata restaurata nel 1996 ed oggi appare a tre navate su colonne dai capitelli svariati, reggenti archi rialzati, leggermente acuti, sopra i quali si apre un loggiato a bifore su colonnine binate.

La cripta del Duomo risalente al 1253 ma rinnovata nel 1719, è divisa in due navate, con pareti rivestite di marmi e volta a stucchi affrescata da Vincenzo De Pino. Sull’altare troviamo l’imponente statua di S.Andrea, in bronzo, donata da Filippo III di Spagna. Sotto l’altare sono custodite le reliquie dell’apostolo S.Andrea, qui trasferite da Costantinopoli o da Patrasso nel 1208. Dalle ossa del santo trasuda la “manna di S.Andrea” alla quale si attribuiscono virtù miracolose.

I quartieri occidentali

Da piazza del Duomo un arco medievale permette di accedere a piazza dei Dogi. Nella piazza un tempo vi erano le botteghe dei fabbri.

Nella piazza si trova il palazzo che fu sede dei diversi feudatari e fa parte della zona chiamata Arsina.

L’albergo dei Cappuccini

L’albergo dei Cappuccini è lo storico hotel sistemato nell’ex convento di S.Pietro della Canonica che fu fondato nel 1212. Famoso per i giardini, per i resti di un chiostro duecentesco. L’albergo è famoso per uno dei più celebri panorami sulla costiera amalfitana.

Il municipio è sede del museo civico ove si custodisce la famosa “tabula amalphitana”.

La tabula è un prezioso codice contenente le leggi marittime e le consuetudini della repubblica di Amalfi. Si compone di 66 capitoli e, forse, la formulazione è anteriore all’età normanna.

Albergo Luna

L’albergo Luna è sistemato nell’antico convento di S.Francesco di cui conserva ancora il grazioso chiostro duecentesco. Vi soggiornò il celebre drammaturgo norvegese Henrich Ibsen nel 1879 scrivendovi “casa di bambola”.

Dove mangiare ad Amalfi?

  1. Ristorante Eolo: Posto incantevole con vista mozzafiato. Qualità elevata del pesce e dei piatti.
  2. Ristorante Savo:  Aperto a pranzo, a cena e dopo mezzanotte. Ideale per cene Romantiche e per chi vuole gustare la cucina locale.
  3. Ristorante Marina Grande:  Materie prime di grande qualità cucinate sapientemente dallo chef. Cucina di pesce eccezionale.

 

Come raggiungere Amalfi:  in treno

Arrivare alla stazione ferroviaria di Salerno che è la più vicina alla località costiera.
Esiste anche una seconda linea ferroviaria, la “Circumvesuviana”, che da Napoli raggiunge tutte le località fino a Sorrento.
In aereo

Dall’aeroporto di Napoli Capodichino muoversi poi in direzione di Amalfi utilizzando i mezzi pubblici come taxi, autobus o treno.

In auto

Da nord, dall’autostrada A1 passare alll’autostrada A30 e uscire a Salerno. In alternativa percorrere l’autostrada A3. Uscire a Vietri sul Mare, percorrendo la strada statale della Costiera amalfitana fino ad Amalfi.

In autobus

Pullman della  “Curreri Viaggi” dall’aeroporto di Napoli Capodichino fino a Sorrento. In alternativa prendere il treno della Circumvesuviana da Napoli a Sorrento. Quindi continuare fino a Positano mediante la linea della SITA Sorrento – Positano Bus.
Dalla stazione ferroviaria di Roma Tiburtina si può utilizzare la linea bus della Marozzi che arriva fino a Sorrento. La linea bus Marozzi poi prosegue per Positano fino ad Amalfi.

Clesio Iagnocco

Web Marketing Manager e consulente esperto in pubblicità, web marketing e social media marketing per piccole e medie imprese at Club4business
Specializzato in digital marketing, mi occupo soprattutto di SEO, SEM, SMM e copywriting. Grazie al mio background tecnico sono specializzato nella realizzazione di portali web complessi. In azienda ho l'onore, e l'onere, della gestione delle risorse tecniche.

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