Browser Safari: Apple limita il tracking dei dati dei suoi utenti

Apple sta limitando il tracking degli annunci su browser Safari rendendo più difficile targetizzare il pubblico che naviga su internet.

Apple sta limitando il tracking degli annunci nel suo browser Safari, che renderà più difficile, alle aziende che acquistano annunci pubblicitari sul web, targetizzare il pubblico che naviga su internet. Sebbene questa mossa protegga la privacy dei dati degli utenti, è probabile che danneggi le conversioni degli inserzionisti, svalorizzando sensibilmente le inserzioni pubblicitarie e quindi il loro costo, facendo ridurre gli introiti per editori e aziende pubblicitarie.

Aggiornamento del browser Safari

Apple sta per aggiornare il sistema operativo del suo browser Safari. In questo modo gli utenti non possono essere rintracciati da terze parti per più di 24 ore, dopo aver visitato un sito Web. Per tutta risposta, sei gruppi operanti nell’industria pubblicitaria hanno reso noto ad Apple tutto il loro disappunto. Le agenzie pubblicitarie  affermano che questa mossa saboterà l’economia di internet, basata sugli annunci pubblicitari.

L’aggiornamento di Safari testimonia il pensiero di Apple nei confronti della pubblicità digitale.  Già nel 2014, l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, aveva pesantemente criticato le imprese come Facebook, che utilizzano le impressions e le inserzioni. L’anno scorso, Apple ha chiuso iAD, la sua piattaforma mobile di annunci. Mentre altri giganti della tecnologia come Amazon e Google stanno incrementando i loro ricavi sviluppando nuovi servizi legati agli annunci pubblicitari. L’azienda di Cupertino ha investito e continua a farlo esclusivamente nei suoi prodotti. In questo modo le persone sono invogliate ad acquistare i prodotti Apple pagandoli anche 1.000 dollari.

Le restrizioni di Apple danneggiano le conversioni pubblicitarie

Indubbiamente i timori delle agenzie pubblicitarie sono fondati. Le restrizioni di Apple sul monitoraggio delle navigazioni dei propri utenti, potrebbe danneggiare le conversioni. Impedendo le analisi finalizzate a targetizzare il pubblico e rendendo più difficile per gli inserzionisti raggiungere coi loro messaggi quegli utenti che corrispondono al loro target commerciale. Negli Stati Uniti due importanti inserzionisti hanno affermato che il limite che Apple pone al tracking renderà più difficile monitorare le vendite. Di conseguenza, calerà anche il valore stesso degli annunci. Il rendimento degli annunci diminuirà e a soffrirne saranno pure i pubblicitari e gli editori. In ultima analisi, ci sarà un forte calo nella domanda di inserzioni pubblicitarie digitali.

Non tutti gli editori e i pubblicitari saranno danneggiati

Lo saranno soprattutto quelli che non sono proprietari dei dati degli utenti, ma usano database forniti da società esterne. Quei editori e rivenditori di inserzioni che hanno invece sviluppato negli anni propri database non saranno toccati più di tanto dalla decisione di Apple. Come Ranker  un grande editore statunitense. Per il quale le nuove regole di Apple dovrebbero interessare soltanto l’1 o il 2 per cento delle relative entrate. Ranker, come diversi editori, sta infatti dilagando sul mercato con le sue offerte, vendendo i dati degli utenti, di cui è proprietario, agli inserzionisti.

Apple di tutte le lamentele di pubblicitari e venditori di inserzioni può infischiarsene. L’azienda creata da Steve Jobs si trova in una posizione davvero privilegiata. Infatti, la stragrande maggioranza delle entrate di Apple proviene dalla vendita dei suoi dispositivi, a differenza di Facebook, Google e Amazon. Quindi, se Apple vuole cambiare le regole del gioco e proteggere la privacy dei suoi utenti, impedendo che vengano rintracciati navigando sul suo browser, difficilmente si troveranno delle leve per impedirglielo.

Apple ha intenzione di rendere più complicato fare pubblicità sul web

Dietro la decisione di Apple di rendere più complicato fare pubblicità sul Web, potrebbe anche esserci un ragionamento diverso. Uno scontro diretto contro giganti di annunci e inserzioni pubblicitarie come Amazon, Facebook e Google. Anche se a noi sembra, al momento, improbabile. Mentre i cambiamenti di algoritmo di Facebook possono improvvisamente tagliare i ricavi di un editore o di un rivenditore di inserzioni, l’impatto della decisione della società di Cupertino sarà molto meno pesante. Infatti, solo il 4 per cento del traffico desktop e il 29 per cento del traffico mobile passa attraverso il browser Safari.

Tuttavia, un problema sull’eccessiva invadenza della pubblicità sul web deve esserci, se la stessa Google sembra iniziare a porre  limiti alla pubblicità fastidiosa, bloccando il suono sui video in autoplay.

E’ però chiaro a tutti che l’industria deve essere preparata ad evolversi rapidamente e venire incontro alle esigenze del pubblico. Solo poche grandi aziende hanno le chiavi per influenzare gli utenti su Internet. Come Google e Apple dimostrano, i cambiamenti possono avvenire velocemente ed hanno grosse implicazioni, coinvolgendo anche gli altri settori dell’industria.

 

Ultima modifica: 27/09/2017

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Browser Safari: Apple limita il tracking dei dati dei suoi utenti
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Browser Safari: Apple limita il tracking dei dati dei suoi utenti
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Apple sta limitando il tracking degli annunci su browser Safari rendendo più difficile targetizzare il pubblico che naviga su internet.
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Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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