Carpisa: come vendere tante borse della nuova collezione senza spendere

Oggi vorrei parlarvi di un’azione di marketing che mi ha lasciato a dir poco basito, ma che sicuramente, all’azienda Carpisa che l’ha ideata, porterà notevoli vantaggi in termini di vendite.

Carpisa e la campagna di marketing che ha suscitato scalpore

Oggi vorrei parlarvi di un’azione di marketing che mi ha lasciato a dir poco basito, ma che sicuramente, all’azienda Carpisa che l’ha ideata, porterà notevoli vantaggi in termini di vendite. Mi riferisco all’iniziativa di marketing intrapresa da Carpisa, il noto brand campano di borse e valigie, che ha avuto inizio il 24 agosto e terminerà il 6 settembre. Durante questo lasso di tempo, le ragazze con meno di 30 anni, che acquisteranno una borsa della nuova collezione autunno-inverno, avranno la possibilità di partecipare ad un concorso e vincere uno stage di un mese presso l’ufficio marketing di Carpisa.

Lo scenario italiano e la disoccupazione giovanile

Immagino già la scena: migliaia di ragazze disoccupate che in tutta Italia chiederanno i soldi ai rispettivi genitori per acquistare una borsa da Carpisa, nella speranza di trovare un posto di lavoro. Non solo: dovranno anche presentare un piano di comunicazione che sponsorizzi l’azienda, il tutto gratuitamente, ovvio. L’idea è a mio avviso semplicemente geniale: nuova collezione autunnale che andrà a ruba, vendite che schizzeranno in alto come non mai al costo di …500 euro! Si perché lo stage verrà retribuito con la fantastica somma di 500 euro, all’incirca 2 euro e 70 all’ora. Non male come pensata: a fronte di un costo dell’intera campagna praticamente nullo, si avranno ritorni economici impensabili. Il tutto ottenuto sfruttando la necessità di migliaia di ragazze che sperano di trovare un’occupazione, anche fosse solo per un mese. Eppure Carpisa è un’azienda nota ovunque, ha circa 600 negozi sparsi per il mondo, con un’attenzione forte al servizio al cliente, alla qualità, alla ricerca di nuovi materiali e tecnologie per i suoi prodotti.

Possibile che Carpisa ricorra ad un simile e basso escamotage per vendere?

Far leva sulla necessità di un posto di lavoro? Possibile che un’azienda così strutturata e affermata abbia solamente 500 dipendenti? Come fa a garantire il funzionamento di una macchina così imponente? La risposta è semplice: usa gli stagisti. Ha più stagisti e negozi che dipendenti.

Esiste anche più di un precedente

In passato, anche altre realtà hanno messo in palio posti di lavoro in cambio dell’acquisto di prodotti: è successo circa 8 anni fa in una nota catena di supermercati dove, a fronte di una spesa minima, si partecipava all’estrazione di un contratto di lavoro della durata di un anno. Addirittura un negozio di Piacenza ha messo in palio un posto di lavoro destinato a chi si fosse aggiudicato la tombola.  In barba a competenze, esperienza di lavoro e titolo di studio. Quello più frustrante, per un giovane costretto a simili escamotage pur di trovare un’occupazione, è che si deve prima acquistare se si vuole avere almeno una chance di vincerla. A tutto vantaggio dell’azienda.

Non possiamo che constatare come il mercato del lavoro si sia sensibilmente deteriorato negli ultimi anni, se le aziende ricorrono a questi trucchetti  per ottenere mano d’opera praticamente a costo zero. Una volta si lavorava per guadagnare e portare i soldi a casa e acquistare le cose, oggi si devono prima acquistare le cose per sperare, forse, di poter lavorare, magari quasi gratis. Segno dei tempi che cambiano.

Il problema italiano del lavoro che manca e se c’è è sottopagato

Purtroppo, nell’ultimo decennio i governi che si sono alternati non hanno risolto il problema del lavoro. Hanno piuttosto incentivato degli strumenti che hanno consentito alle aziende di sottopagare il lavoro in generale,  come i voucher o gli stage. Obbligando ogni anno decine di migliaia di ragazzi a fuggire all’estero e, quelli che invece restano, ad accettare stipendi da fame. Gli stage stanno rovinando un’intera generazione, privata di mezzi di sostentamento adeguati, condannata a pensioni che non garantiranno una vita dignitosa.

Lo stagista: una nuova figura professionale?

Ma a cosa serviranno, poi, questi stage? A formare ultratrentacinquenni e ultraquarantacinquenni a vendere magliette nei negozi o a mettere in cassa le banconote tutte nello stesso verso? A sperare di essere riconfermati per poi scoprire all’ultimo giorno di lavoro che si è già stati sostituiti con un altro stagista? Si, perché in media solo uno stagista su dieci viene riconfermato.

Lo stagista lavora né più né meno di un normale dipendente regolarmente assunto, ha gli stessi incarichi e fa le stesse cose. Percependo, però, una “retribuzione” di 400/500 euro quando una volta, la stessa azienda, era obbligata a pagare uno stipendio vero. Un gran bell’affare per le aziende, cui è stata regalata la possibilità di attingere ad un mercato del lavoro con costi da terzo mondo.

Come si sostiene un’economia dove le persone non hanno capacità di spesa?

Ma se poi ragioniamo sul fatto che la domanda interna è troppo bassa e che i consumi interni nel nostro Paese non crescono, mi domando come potrà mai migliorare la situazione economica. Se non mettiamo le persone nella condizione di poter  guadagnare adeguatamente per acquistare i beni prodotti, quei beni chi li compra?  Probabilmente non c’è una visione a lungo termine sull’argomento, probabilmente i governi attuali intendono semplicemente non affrontare la questione, scaricando il problema sui governi che verranno tra qualche decade di anni.

La strategia di marketing di Carpisa premia Carpisa

Nel frattempo, Carpisa avrà già venduto qualche migliaio di borse in più e le vendite della nuova collezione se le è già assicurate. E per la collezione della prossima primavera-estate? Ma che domande: scommettiamo che metterà in palio un altro posto da stagista nella sua sede? Questa volta, però, per un maschietto, e non più al marketing ma alla logistica. Così ogni giorno “imparerà” a caricare e a scaricare centinaia di pesanti cartoni dai camion. In più, il ragazzotto gli ha anche pensato la prossima campagna di marketing. Tutto gratis naturalmente, ma solo perché ha acquistato un bel trolley nuovo di Carpisa!

 

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.
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Carpisa: come vendere tante borse della nuova collezione senza spendere
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