Come pianificare gli orari di lavoro dei collaboratori? Quando farli riposare?

Alcuni consigli per pianificare gli orari di lavoro dei propri collaboratori.

Chiariamo subito. Nel lavoro anche la pausa e il riposo sono importanti. Lavorare 12 ore al giorno senza staccare neanche il sabato e la domenica, inviare e leggere email anche la sera tardi o nel week end appartengono ad una concezione del lavoro da alcuni ritenuta obsoleta. Si suppone che la produttività cala in queste situazioni, aumenta lo stress e alla lunga la vita sociale e i rapporti familiari vengono irrimediabilmente compromessi. Nel lavoro i risultati e le performance sono importanti, ma per raggiungerli  il riposo è imprescindibile.

L’opinione di Brunello Cucinelli, il re del cachemire, e di Biogen

Ne è convinto un noto imprenditore come Brunello Cucinelli, il re del cachemire, che in una recente intervista ha affermato di non far lavorare i suoi dipendenti oltre l’orario di lavoro ossia le 17:30 e che le email di lavoro sono vietate nelle ore serali e nei week end. Un vero esempio di umanesimo e di attenzione nei confronti dei collaboratori, che purtroppo, però, non è così diffuso come ci piacerebbe pensare.

Il punto è questo: sviluppare un equilibrio tra la loro vita privata e l’attività lavorativa quotidiana. Supporta questa tesi anche un gruppo come Biogen, che al benessere dei lavoratori dedica molte risorse: bonus annuali da spendere in servizi come baby sitter o palestra ad esempio. Oppure una persona che l’azienda mette a disposizione, un paio di volte al mese, per il disbrigo di commissioni o il pagamento delle utenze. Un azienda molto attenta alle pause dal lavoro, fermamente convinta che anche qualche email ricevuta nel week end mina il recupero psicofisico dei lavoratori compromettendone la serenità.

Ma qual è la realtà degli orari di lavoro nei tempi modeni?

Stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno: le moderne tecnologie e internet stanno trasformando il modo di lavorare, riempiendo le ore serali e i week end di lavoro. Nelle attuali società sempre più digitalizzate, si è perennemente connessi alla rete, in vacanza non si stacca mai del tutto la spina, nei giorni di festa comunque ci si porta avanti col lavoro. Tutto “grazie” ai sempre più sofisticati dispositivi mobili.

Questo fenomeno è principalmente dovuto al diffondersi delle libere professioni, che non legano obbligatoriamente ai rigidi orari d’ufficio. Ma anche al fatto che nella tranquillità delle ore serali, oppure durante il week end, si ottengono risultati migliori e si può essere più produttivi. Senza il disturbo di telefonate di lavoro, meeting e altri fattori che distolgono concentrazione.

I più inclini a questo tipo di attività sono i giovani, le persone cioè che non hanno mogli, oppure figli da portare o riprendere da scuola, che non devono necessariamente tornare a casa ad un orario prestabilito. Persone che non hanno, perciò, legami particolari o obblighi familiari e che possono dedicare gran parte del loro tempo al lavoro. Ma non sono da sottovalutare neanche le persone che hanno famiglia. Accade spesso che lavoratori più anziani entrano in competizione proprio con i lavoratori più giovani.

La crisi economica e gli orari di lavoro

Altro fattore incentivante il lavoro serale e festivo è la crisi economica, che porta molti lavoratori a cercare di essere sempre più produttivi e performanti. Perennemente morsi dall’ansia e dalla paura di perdere sicurezze. Il super lavoro porta stress, difficoltà a gestire famiglia e rapporti sentimentali, danni alla stessa salute. Ma certamente anche soddisfazioni professionali e gratificazione per aver portato a termine progetti complessi e aver raggiunto obiettivi importanti.

Ritenete che il riposo e i week end siano intoccabili oppure siete convinti che si possano sacrificare? Oppure credete che per garantire benessere e sicurezza economica si debba lavorare anche la domenica?

Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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