In Gran Bretagna la disoccupazione è ai minimi storici. Colpa della Brexit?

La Brexit provocherà conseguenze economiche a breve e a lungo termine. Al momento sembra che la disoccupazione in Gran Bretagna sia scesa ai minimi storici. vediamo per quale motivo...

Disoccupazione scesa a causa della Brexit

La disoccupazione britannica non scendeva a livelli così bassi da 42 anni. Eppure, nel Regno Unito i lavoratori non stanno certo brindando.

La disoccupazione è scesa ulteriormente al 4,4%, secondo i dati ufficiali pubblicati mercoledì. Il tasso di disoccupazione non è stato così basso dal 1975, e il numero di persone impiegate è ad un livello record.

Economisti in allarme

Grandi notizie, giusto? Non sembrerebbe proprio così. Ecco i motivi per cui alcuni economisti stanno mettendo in allarme il governo inglese.

I salari reali sono ancora in calo

Il tasso di disoccupazione molto basso non si traduce in retribuzioni più elevate. I prezzi infatti sono ancora in aumento molto più velocemente rispetto ai salari. Ciò significa che la disponibilità finanziaria delle persone è in flessione.

Gli ultimi dati ci dicono che gli stipendi sono aumentati del 2,1% su base annua. L’inflazione sale al 2,6%. Pertanto, i redditi reali sono scesi del 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La continua diminuzione dei guadagni reali metterà ulteriore pressione sulle famiglie e rischia di sconvolgere la resilienza dell’economia britannica, ha detto Yael Selfin, capo economista di KPMG U.K.

Si assume piuttosto che investire

Ad osservare i dati sull’occupazione britannica, si potrebbe dipinge un quadro roseo dell’economia.

Ma dato il sensibile rallentamento della crescita, il mercato del lavoro molto forte può rivelarsi un semplice miraggio.

Preoccupati per il risultato incerto dei negoziati Brexit, le aziende, infatti, stanno assumendo più persone, piuttosto che spendere per nuove tecnologie e attrezzature.

L’investimento in innovazione e tecnologie è costoso, così le imprese  prediligono produrre mediante un maggior utilizzo di fattore umano e di lavoro supplementare, piuttosto che fare costosi investimenti in periodi economici e politici incerti.

I lavoratori stanno diventando meno produttivi

Diretta conseguenza del punto precedente: la mancanza di investimenti causa una minore efficienza degli operai britannici. Soprattutto se si paragona la loro produttività con quella ben più alta di altri Paesi come Germania e Francia e di altri Paesi industrializzati.

La produttività britannica è scesa per il secondo trimestre consecutivo, come evidenziano i dati ufficiali. Ciò significa che le aziende hanno bisogno di assumere più persone per mantenere lo stesso livello di produzione.

La produttività è scesa per tutto il 2017. Dato importante, visto che l’aumento della produttività è l’unica strada percorribile per garantire salari più elevati e migliori standard di vita.

Brexit e i suoi effetti collaterali

L’incertezza che circonda i diritti dei cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito sta rendendo il Paese meno attraente per i lavoratori stranieri.

Dopo il referendum dello scorso anno, si è verificato un crollo dell’immigrazione di cittadini appartenenti all’Unione Europea verso la Gran Bretagna. E questo fenomeno si accentua man mano che i negoziati per la Brexit vanno avanti.

Circa 2,4 milioni di lavoratori UE sono impiegati nel Regno Unito. Essi svolgono un ruolo fondamentale in tutta l’economia, dall’agricoltura alle costruzioni, dall’assistenza sanitaria ai servizi finanziari e tecnologici.

Le organizzazioni di settore hanno esortato il governo a farsi garante affinchè i datori di lavoro siano messi nelle condizioni di continuare ad assumere i lavoratori UE dopo la Brexit.

Una relazione della Confederazione per il recruitment e l’occupazione ha mostrato che il numero di posti di lavoro disponibili a tempo indeterminato è cresciuto ad un ritmo velocissimo negli ultimi 27 mesi, mentre la disponibilità di lavoratori qualificati, sia a tempo indeterminato che determinato, è diminuita bruscamente.

Morgan McKinley, una società di reclutamento di servizi finanziari, ha affermato la settimana scorsa che i dati in suo possesso sul numero di persone in cerca di lavoro, evidenziano un’emorragia di talenti a causa della Brexit.

Mancanza di specializzazione nei lavoratori britannici

A seguito della Brexit per i cittadini UE ed extra UE la Gran Bretagna sarà molto poco attrattiva. Infatti, il governo inglese ha minacciato di raddoppiare le imposte a tutte le imprese  che assumeranno lavoratori provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea. Quindi, sarà molto più complicato per i lavoratori americani continuare a lavorare in Gran Bretagna. Problema non da poco, visto che, specie in campo medico, molte posizioni sono ricoperte proprio da cittadini extra UE, estremamente preparati e con alte specializzazioni.

Si calcolano circa 74.000 lavoratori extra UE solo in ambito sanitario. La mancanza di questi operatori creerebbe al servizio sanitario nazionale gravissimi problemi nel garantire le cure alla popolazione. Emerge ora un problema di fondo:  la scarsa specializzazione e la mancanza di formazione dei lavoratori. E preparare e specializzare i lavoratori britannici avrebbe un costo altissimo. Ma garantirebbe redditi più elevati e, alle famiglie, una maggiore capacità di spesa.

Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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