Identità digitale contro identità virtuale. Differenze e pericoli.

Sui social purtroppo si può perdere completamente l’identità nonché la dignità correndo rischi e pericoli ogni giorno.

Alla scoperta dell’identità digitale

o virtuale

Identità virtuale e digitale. Cosa significa?

Con l’esplosione dei Social Network, la presenta online è diventata parte integrante della nostra quotidianità. Un aggiornamento di stato dopo l’altro, una foto dopo l’altra, un tweet dopo l’altro. Un continuo far sapere chi sei, cosa fai, cosa pensi! Un perdere completamente la propria identità. Si perché è proprio così. Dietro un pc arrivi a non sapere neanche più chi sei!

Identità digitale e identità virtuale. Cosa significano?

Per identità virtuale s’intende qualcosa di possibile, potenziale, immaginabile. Ma che non ha una manifestazione concreta e quindi non reale. Possiamo creare un’identità virtuale quando giochiamo con un videogame e dobbiamo creare il nostro personaggio. Quella è un’identità virtuale. Ci si crea un’identità simile al nostro essere o comunque rispondente ai nostri interessi, ai nostri gusti.

Nell’identità virtuale è pur presente una componente di identificazione ma è più forte il lato ludico e fantastico, la voglia di evasione e l’idealizzazione in un personaggio di fantasia.

L’identità sui Social Network invece non è virtuale. Almeno non dovrebbe esserlo. Dovrebbe rispecchiare il tuo essere di tutti i giorni ma purtroppo non è mai così. E’ raro che accada così.

Purtroppo sui Social si perde completamente l’identità nonché la dignità di una persona correndo rischi e pericoli ogni giorno. Si tratta di identità digitale, ovvero il riflesso, il prolungamento di ciò che siamo offline veicolato dagli strumenti digitali.

E’ fondamentale distinguere identità virtuale da quella digitale. Definire identità virtuale la propria presenza sui Social Network e di conseguenza le dinamiche che ne scaturiscono, deresponsabilizza l’utente dall’ essere consapevole ed autentico in ciò che dice, compie e condivide online.

Sui Social non è così, anche se attraverso “filtri digitali”, ci si può relazionare con persone vere che potrebbero essere ferite, offese, lusingate.

Perché c’è questo bisogno incessante di dire a tutti cosa abbiamo mangiato, dove siamo stati in vacanza, cosa abbiamo sognato? Perchè far sapere a tutti i nostri gusti musicali? E soprattutto perché c’è questo compulsivo bisogno di condividere?

Tutto ciò è dovuto al fatto che sui Social possiamo costruire, plasmare ed apparentemente controllare le nostre identità plurime. Possiamo diventare supereroi, esplorare gli aspetti più oscuri della nostra personalità in incognito. Anche se in rete nulla è veramente in incognito.

Ed allora perché nascondere la propria identità sui Social?

Ed allora perché nascondere la propria identità sui Social?

Perché essere diversi da quello che siamo?  Sui Social spesso ci si identifica con generalità non vere. Basti pensare ad un “Dio”, un “Diavolo”, un Mister x. Giusto per citarne qualcuno.

Ognuno si dedica liberamente a diventare ciò che vuole o che forse non può essere nella vita quotidiana. C’è questa voglia o necessità di abbellire l’io quotidiano, filtrando accuratamente cosa postare o non, quali foto taggare, quali citazioni condividere. In base all’ idea che abbiamo dell’io desiderabile (ricco, misterioso, intellettuale),  aggiungiamo frammenti di un puzzle immaginario che ci deve rappresentare così come riteniamo di voler essere.

Social si prestano a costruire un’identità completamente nuova e spesso del tutto distaccata dall’ io quotidiano ed attraverso questa permette di esplorare soprattutto chi poter essere.

In un mondo in cui “vita digitale” e “vita analogica” si stanno intersecando e fondendo sempre  più, in un mondo in cui costruiamo e gestiamo la nostra rete sociale tanto offline quanto online, è fondamentale considerare la nostra identità digitale parte integrante di quello che siamo.

A questo punto cosa vuol dire la parola “identità”? Come possiamo identificarci ora che l’identità, come sosteneva il sociologo e filosofo Zygmunt Bauman, è diventata liquida?E soprattutto ora che possiamo non essere chi siamo e cambiare il nostro essere come cambiamo abiti, auto, smarthphone, che rappresentazione della realtà cercheremo?

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Riassunto
Identità digitale contro identità virtuale. Differenze e pericoli.
Titolo
Identità digitale contro identità virtuale. Differenze e pericoli.
Descrizione
Sui social purtroppo si può perdere completamente l’identità nonché la dignità correndo rischi e pericoli ogni giorno.
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Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.

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