Leadership: critica ad alcune pessime gestioni manageriali. Il caso Uber

Un esempio di come esercitare la leadership in maniera errata può essere controproducente.

Leadership: critica ad alcune pessime gestioni manageriali. Il caso Uber

Esercitare bene la propria leadership significa anche dare il buon esempio. I leaders falliti hanno invece diverse cose in comune. Una di queste è la più totale sordità ai rumors aziendali, ai malumori che provengono dal basso, causati dalla cultura e dall’atmosfera negative che simili leaders creano all’interno delle loro organizzazioni. Quello che sembra essere il difetto principale di Travis Kalanick, il CEO recentemente dimessosi di Uber, peraltro  forzato a uscirne  dai suoi investitori, in parte a causa del sessismo, è la cosiddetta “bro-culture” che lui ha creato.

In cosa si materializza la “bro-culture”?

In tanti atteggiamenti maschilisti, al limite del machismo. Non solo, ci sono dei segnali che rivelano quando un’azienda soffre di bro-culture. Quando:

  • per motivare manager e impiegati si fanno feste e party esagerati, sopra le righe, dove pare non esistano limiti ad alcool e sesso
  • si umiliano i dipendenti pubblicamente, creando imbarazzo e demotivazione.
  • in azienda regnano il pettegolezzo e il gossip, che mettono gli uni contro gli altri e si finisce col sabotare il lavoro dei colleghi.

Difficilmente questa cultura può essere sradicata da un’azienda, specie se ad introdurla è proprio il Ceo. Ma, alla lunga, porta alla disgregazione dell’organizzazione aziendale, è nociva, e l’azienda stessa dovrà disfarsene come dovrà disfarsi delle persone che l’hanno sostenuta.

Cultura e atteggiamenti di “leadership” tutti rivelati pubblicamente e dettagliatamente

Rivelazioni provenienti da un ingegnere donna impiegata in Uber , all’interno di un blog dello scorso febbraio.  Dicevamo che i leaders falliti hanno delle cose in comune. Marissa Mayer è stata la prima ingegnere donna assunta da Google e tra i primi venti impiegati dell’azienda, essendo stata assunta nel lontano 1999. Ex CEO di Yahoo, incapace di risollevare la difficile situazione finanziaria del colosso, si è esposta pubblicamente per difendere Kalanick. Ha detto ai partecipanti di una conferenza alla Stanford Law School il 27 giugno scorso, che il fondatore di Uber probabilmente non era a conoscenza della cultura tossica e dannosa che aveva creato!

Ricordiamo che la Mayer non è stata solo costretta a vendere Yahoo dopo aver fallito nel creare una strategia vincente, ma ha anche dovuto tagliare il prezzo di vendita concordato con Verizon. Sotto la sua pessima gestione si sono verificati poi due pesantissimi hackeraggi di dati degli utenti: uno nel 2013, e un secondo nel 2014 che ha colpito almeno 500 milioni di account.

La Mayer parlando di Kalanick disse:

io considero Travis come uno dei miei amici. Penso che sia un leader fenomenale

Queste sono le parole pronunciate dalla ex CEO di Yahoo alla Stanford School durante un forum.  Oggetto della discussione la gestione delle crisi aziendali. Ha affermato anche che quando una società cresce velocemente, è difficile accorgersi dei problemi al suo interno. Si è detta convinta, inoltre, che Kalanick non sapesse dell’atmosfera che si respirava all’interno di Uber.

Travis Kalanick non lo sapeva?

Chi ha vissuto per diversi anni le realtà aziendali sa che questa è una balla. Kalanich è il manager che nel 2013 inviò una e-mail ai dipendenti che partecipavano ad un meeting aziendale a Miami, dando consigli su come avere rapporti sessuali fra di loro in maniera corretta! Esortandoli a non vomitare nei locali, a non gettare lattine di birra dall’alto degli edifici, a non parlare con la stampa, e a non farsi mettere in galera! Come se una qualsiasi di queste cose rientrasse nelle normali attività di un CEO per informare i suoi dipendenti riguardo ad un evento aziendale.  Inoltre, Kalanick è colui che sta dietro alla massiccia scalata di Uber.

Ogni grande leader sa che le sue azioni e le sue parole hanno grande risonanza. Soprattuto fra i suoi dipendenti e i suoi collaboratori. Se il CEO è un cretino, è probabile che la sua azienda sarà piena di cretini. Se la persona più in alto agisce con superficialità, i suoi collaboratori riterranno che va bene così. Questo è più o meno quello che è successo a Uber. Che la Mayer non sia in  grado di riconoscere tutto questo, testimonia le sue scarse qualità di leader.

La successione al comando di Uber

Si dice che Marissa Mayer possa succedere a Kalanick in Uber. Di queste ore la notizia che il consiglio di amministrazione di Uber stia seriamente valutando la candidatura di Jeff Immelt.  Il manager è stato Ceo di General Electic. Ma, si sa, sulla nomina pesano rapporti di forza che a noi non è dato conoscere. La Mayer, dopo aver lasciato Google e aver tentato di guidare Yahoo in maniera infelice adesso punta ad Uber. Noi speriamo che Uber non la  assuma.

 

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Leadership: critica ad alcune pessime gestioni manageriali. Il caso Uber
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Un esempio di come esercitare la leadership in maniera errata può essere controproducente.
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Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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