Il made in Italy cresce con il nordest che si conferma traino dell’economia

Scopri come il brand “made in Italy” oramai sia conosciuto ed apprezzato in ogni angolo del mondo e quanto genera in termini di fatturato.

Il made in Italy ormai vola sempre più in alto

Il made in Italy nella bilancia dei pagamenti assume un valore ogni anno più significativo. Il suo valore è di 121,6 miliardi di euro nel 2016, con un saldo positivo che rafforza ancor più il trend ormai felice che continua ad incrementarsi anno dopo anno.

Brand made in Italy

Possiamo a questo punto parlare di un brand “made in Italy” conosciuto ed apprezzato in ogni angolo del mondo. Tutta la produzione che rientra in questo brand gode di apprezzamento universale, viene richiesta e si vende ovunque nel mondo. Viceversa, i prodotti che non possono rientrare sotto l’ombrello protettivo del brand hanno maggiori difficoltà di commercializzazione e segnano un saldo commerciale negativo, con una flessione di oltre 31 milioni di euro rispetto allo scorso anno. Stiamo parlando di produzioni che, sebbene realizzate in Italia, non sono però direttamente riconducibili al nostro spirito creativo, al nostro gusto, alla nostra cultura e alle nostre tradizioni. Sono articoli di metallurgia, che hanno perso rispetto al 2016 quasi 3 miliardi di euro, le automobili che hanno un saldo negativo di 4,7 miliardi di euro, il tabacco che ha avuto una flessione di circa 1,8 miliardi di euro.

Il triangolo industriale

Il triangolo industriale si colloca in Italia fra Milano, Venezia e Bologna. Addirittura i dati ci dicono che il Veneto è la prima regione italiana per volumi di esportazioni, con quasi 26 miliardi di euro. L’Emilia Romagna segue con oltre 23 miliardi di esportazioni. Terza la Lombardia con 21,5 miliardi di euro. Se sommiamo l’export delle tre regioni, scopriamo che insieme realizzano quasi il 59% di tutto il saldo commerciale del Paese!

Ma quali sono le nazioni verso cui esportiamo maggiormente?

Il principale importatore è la Germania che acquista made in Italy per quasi 31 miliardi di euro. A seguire la Francia che importa oltre 28 miliardi di nostri prodotti. Anche gli Stati Uniti apprezzano moltissimo le nostre eccellenze, ne importano per un valore di ben 26 miliardi. Senza dimenticare  la Gran Bretagna, che importa dal Bel Paese circa 15 miliardi di merci, ed è quindi al quarto posto tra i Paesi verso i quali spediamo di più. Possiamo affermare che queste quattro nazioni sono i nostri partner commerciali privilegiati. Solo loro acquistano ben il 37% dell’intero made in Italy prodotto.

Quali sono i prodotti maggiormente richiesti all’estero?

Una breve lista dei prodotti italiani più apprezzati all’estero:

  1. Al primo posto si piazzano i macchinari, quindi motori, forni, compressori, macchinari per la lavorazione di pelle e metalli, macchinari per il comparto calzaturiero e artigianale, macchinari per l’automazione. Ne esportiamo per ben 48 miliardi di euro
  2. Al secondo posto si piazza il comparto moda, nel quale rientrano i prodotti tessili, abbigliamento, calzature, accessori. Tutte produzioni di eccellenza che possiedono quella qualità e quello stile che sono universalmente riconosciuti e invidiati. E che valgono per l’Italia oltre 18 miliardi di euro di export
  3. Al terzo posto troviamo le lavorazioni in metallo come generatori di vapore, cisterne e serbatoi che portano ad un saldo commerciale positivo di circa 11 miliardi di euro.

Sintetizzando, le produzioni italiane maggiormente apprezzate e richieste all’estero rientrano nei segmenti dell’abbigliamento e moda, dell’arredo casa, dell’automazione e dell’alimentare. Ma quello che più ci rende più orgogliosi è che questi comparti pullulano di piccole imprese. Spesso attività di famiglia, che si tramandano di generazione in generazione le conoscenze e le migliori metodologie di produzione. Queste piccole imprese si guadagnano il giusto riconoscimento di qualità sui principali mercati mondiali.

Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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