Napoli: la città che nasce dalle leggenda della sirena Partenope

Le origini di Napoli si perdono nel mito e nella leggenda della sirena Partenope. Se alle radici di Roma si scorge la triste figura di una vestale sedotta da un dio, alla fonte del capoluogo campano vi è una sirena. Alla scoperta della città di Napoli Nel  mare antistante la costa salernitana, nelle piccole isole Sirenuse, […]

Le origini di Napoli si perdono nel mito e nella leggenda della sirena Partenope. Se alle radici di Roma si scorge la triste figura di una vestale sedotta da un dio, alla fonte del capoluogo campano vi è una sirena.

Alla scoperta della città di Napoli

Nel  mare antistante la costa salernitana, nelle piccole isole Sirenuse, dimoravano queste divinità marine.  “Muse del cuore”, capaci di sedurre i naviganti con il loro canto armonioso. Una di queste, Partenope, andò a morire sulla costa vesuviana. Quì fu eretto il suo sepolcro a cui, nel volgere di qualche secolo, fu reso onore con riti e suggestive fiaccolate. A suo ricordo sarebbe sorta la città di Partenope, che alzò le sue mura suo Monte Echia, dove sorgerà il Castel dell’Ovo.

In contrapposizione all’originaria Partenope, che si avviava alla decadenza, sarebbe sorta in pianura la città di Neapolis, per opera degli abitanti di Cuma, intorno al VI secolo a.C.

Storia di una capitale

Il nucleo originario della città raccoglieva nelle mura il territorio comprendente, oggi, quello posto tra Piazza Cavour, Via dei Tribunali, Corso Umberto I, Via Mezzocannone e Via Costantinopoli.

Fu, fin dall’inizio, città vivacissima, piena di creatività. Ben disposta ad affrontare gli eventi della vita con distaccata filosofia. La sua origine greca la portò ad essere una fiorente concentrazione urbana di 30.000 abitanti.

La città di Napoli si opponeva debolmente alla minaccia di invasione dei Sanniti.  Un popolo rude e guerriero che tentava di portarsi dall’ ingrata terra montuosa verso la costa ridente ed ospitale.

Nel 328 a.C. un’ambasceria propose ai Napoletani di porsi sotto la protezione di Roma per difendersi dalla penetrazione sannitica. Gli aristocratici di Napoli rifiutarono. Ma solo un anno dopo i Romani si impadronirono della città. Si presentarono non più come protettori ma come invasori.

Sotto il loro dominio la città si estese, toccando i 35.000 abitanti.

Successivamente riuscì a mantenere prestigio ed importanza anche sotto il dominio bizantino.

Napoli dal X secolo

Alle soglie dell’anno Mille, Napoli è città di grande rilievo nell’area del Mediterraneo.

Dal 661 d.C. alla conquista normanna del 1140, la città fu retta da una serie di duchi. Essi diedero alla popolazione la possibilità di rimanere lontana dal disordine politico e sociale che travagliò l’intera Penisola.

Sul finire del X secolo, Napoli si era acquistata fama e rispetto per le sue attività culturali, per quelle economiche e per la capacità di produrre beni di esportazione. Tra cui famosi furono i tessuti, soprattutto quelli di lino.

La buona condizione socioeconomica indusse Ruggero II il Normanno a lasciare alla città una completa autonomia amministrativa, assegnandole privilegi di ogni genere.

Meno generosa fu la dominazione sveva che esercitò su Napoli una forte pressione fiscale rendendosi impopolare. Indusse inoltre  i Napoletani a guardare con simpatia al Papato ed a sperare in un radicale rinnovamento alla guida del paese.

Ciò avvenne con Carlo I d’Angiò e con i suoi successori che elevarono Napoli  a rango di Capitale, cambiandone la denominazione da “Regno di Sicilia” in Regno di Napoli”. Questa nuova condizione giovò non poco alla città che vide crescere rapidamente il numero dei suoi abitanti fino a 60.000 unità. Si arricchì così di magnifici monumenti.

Quali sono i monumenti religiosi che si possono visitare a Napoli?

- La Certosa di San Martino, sul colle che domina il più spettacolare e completo panorama del mare di Napoli

Le più belle chiese di Napoli furono costruite durante il regno angioino.

  • Santa Maria alla Nova, in gran parte rifatta nel 1500
  • San Domenico Maggiore, voluta dai Domenicani, in cui si conservano importanti opere d’arte e testimonianze di valore storico.
  • Il Duomo con i monumenti sepolcrali cinquecenteschi di Carlo d’Angiò e di Carlo Martello
  • San Lorenzo, tra le più suggestive costruzioni di quel tempo. Luogo in cui Boccaccio incontrò la sua Fiammetta.
  • La Certosa di San Martino, sul colle che domina il più spettacolare e completo panorama del mare di Napoli
  • Santa Chiara, raro gioiello di arte medievale, il vero tempio angioino, carico di glorie e di memorie.

Il Castello di Sant’Elmo

Non meno pregevole testimonianza di questo periodo è la poderosa mole del Castello di Sant’Elmo, presso la Certosa di San Marino. Ricavato dallo scavo del monte, ben munito di massicci bastioni, fu rifugio di ogni estrema resistenza.

Il Maschio Angioino a Napoli

La sede reale fu sistemata a Castel Nuovo, detto anche Maschio Angioino. Abitato stabilmente da Carlo II d’Angiò. Qui il suo successore Roberto d’Angiò ricevette con tutti gli onori Francesco Petrarca. Il giovane Boccaccio invece visse una felice stagione della sua vita.

Alfonso d’Aragona, il quale diede inizio alla dominazione aragonese, lo abbellì grazie al lavoro di artisti italiani e stranieri.

Tra le due grandi torri, dove si trova l’ingresso, fu costruito in suo onore l’Arco di trionfo, grandioso monumento che ancora oggi si può ammirare nella sua interezza.



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Napoli: la città che nasce dalle leggenda della sirena Partenope
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Napoli: la città che nasce dalle leggenda della sirena Partenope
Descrizione
Napoli è una città da scoprire. La sua storia è ricca di miti e leggende. E' caratterizzata da monumenti che meritano di essere visitati.
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Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.

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