Premi ai dipendenti e l’esclusione dal premio dei dirigenti: case history

I dirigenti solitamente ricevono molti più benefits rispetto ai dipendenti. Ma esistono le eccezioni...

Azienda romana premia i dipendenti escludendo dal premio i dirigenti

Oggi vorrei parlarvi di una bella storia, una di quelle che non si sentono spesso, anzi direi quasi mai. È la storia di Giuseppe Moro, imprenditore, presidente e fondatore della Convert, azienda romana specializzata in energie rinnovabili, che ha annunciato di aver premiato i suoi dipendenti con due mensilità in più. E di aver escluso dal premio i dirigenti dell’azienda. I trecento dipendenti hanno ricevuto questa gratifica per aver raggiunto gli obiettivi aziendali prefissati. E’ una storia che ci piace molto, in un epoca in cui si sente solo parlare di riduzioni salariali, mobilità, flessibilità, cassa integrazione.

Il motivo della scelta di premiare solo i dipendenti

L’imprenditore in un’intervista ha detto che i lavoratori sono la vera ricchezza dell’azienda e che, se viene chiesto loro di impegnarsi per raggiungere i risultati, e questi vengono raggiunti,  per lui è logico e naturale che vengano premiati adeguatamente. Dice che riconoscere un premio a questi lavoratori è anche conveniente: infatti, se i dipendenti sanno che i loro sforzi verranno premiati, metteranno sempre maggior impegno nel raggiungere gli obiettivi che vengono fissati.

Alla Convert si è abituati a vedersi riconosciuti i propri meriti

Già nel 2012, infatti, anno pure questo caratterizzato da performance aziendali molto positive. Moro pagò l’Imu della prima casa ai suoi dipendenti. Privilegiando quelli con figli a carico, ed escludendo anche in quel caso i dirigenti. A nostro avviso, quello che già quattro anni fa fece scalpore, è il benefit non esteso ai dirigenti.

Premi ai dipendenti: perché non riconoscere il premio ai dirigenti?

Già, i dirigenti: ma perché la decisione di non riconoscere pure a loro il premio?  Andando controcorrente, in un Paese e in un sistema globale che è abituato a premiare i dirigenti senza se e senza ma, senza stare troppo a guardare se hanno raggiunto o meno i loro obiettivi. Dirigenti con retribuzioni spesso fuori misura, assolutamente non proporzionate a quelle degli operai e degli altri dipendenti.

Il caso Olivetti

La forchetta tra il salario di un dipendente e quello dei dirigenti si è talmente allargata che è irrealistico pensare di poter applicare la regola che aveva fissato Adriano Olivetti, illuminato fondatore della celebre fabbrica di macchine da scrivere. Olivetti era convinto che un dirigente potesse percepire una retribuzione superiore al massimo dieci volte quella di un normale operaio.  Oggi questo limite è largamente superato. La sperequazione fra la retribuzione di un dirigente e quella di un dipendente è in certi casi inimmaginabile. Si fa pure fatica a stabilire delle regole in tal senso, esistono numerose realtà aziendali in cui un semplice impiegato guadagna migliaia di volte meno di un dirigente apicale.

Intorno agli anni ’80 un dirigente percepiva una retribuzione che superava quella di un impiegato mediamente di  45 volte. Negli anni Duemila questa sperequazione si è allargata considerevolmente: un dirigente guadagnava allora circa 500 volte più di un dipendente. Oggi queste proporzioni fanno quasi sorridere. Se pensiamo che un semplice operaio dovrebbe lavorare più o meno 1.400 anni per guadagnare quanto ha messo da parte solo nel 2015  Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler.

Gli imprenditori che comprendono il valore della classe operaia

Siamo contenti che ci siano in giro imprenditori del calibro di Giuseppe Moro, che comprendono il valore delle cose. Imprenditori di questo calibro considerano i dipendenti risorse insostituibili. Quello che ci auguriamo, però, è un’inversione di tendenza. Utile mettere un freno ad un malcostume, quello della sperequazione retributiva fra dirigenti e dipendenti, che ha raggiunto livelli insopportabili. Specie quando i dirigenti ricevono benefit e bonus a fronte di prestazioni assolutamente mediocri se non addirittura fallimentari.

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Premi ai dipendenti e l'esclusione dal premio dei dirigenti: case history
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Premi ai dipendenti e l'esclusione dal premio dei dirigenti: case history
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I dirigenti solitamente ricevono molti più benefits rispetto ai dipendenti. Ma esistono le eccezioni...
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Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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