Pubblicità fastidiosa: Chrome blocca i redirect

Il gigante del web, Google, negli ultimi tempi stà producendo enormi sforzi per tentare di bloccare l’eccessiva pubblicità invasiva sul web. Con l’intento di rendere più “tollerabili” i siti web sponsorizzati, la società sta introducendo alcune nuove protezioni su Chrome. Nel 2018 stop alla pubblicità fastidiosa Nei prossimi due mesi, il browser inizierà a bloccare […]

Il gigante del web, Google, negli ultimi tempi stà producendo enormi sforzi per tentare di bloccare l’eccessiva pubblicità invasiva sul web. Con l’intento di rendere più “tollerabili” i siti web sponsorizzati, la società sta introducendo alcune nuove protezioni su Chrome.

Nel 2018 stop alla pubblicità fastidiosa

Nei prossimi due mesi, il browser inizierà a bloccare vari tipi di reindirizzamenti fastidiosi e indesiderati: troppo spesso un sito Web carica improvvisamente una nuova pagina, sia perché è stato dirottato da un annuncio “cattivo”  e sia perché si vuole intenzionalmente forzare i visitatori a visitarne anche un altro .

Il piano di Google per bloccare i redirect si svilupperà in tre fasi. Inizierà prima a bloccare gli annunci che reindirizzano i visitatori a un altro sito quando non sono stati cliccati. Quando ciò accade, si vedrà invece una barra degli strumenti nella pagina, notando che un reindirizzamento è stato bloccato.

Dopodiché, Google inizierà a bloccare un tipo di reindirizzamento che agisce come un popup inverso: esistono siti sui quali invece di fare clic e visualizzare un annuncio pop up, reindirizzano  l’utente a un diverso annuncio, mentre il link su cui si è effettivamente cliccato si aprirà in una nuova scheda . Google afferma che si tratta “di un’efficace elusione del blocco popup di Chrome” e inizierà a impedire il reindirizzamento dalla pagina originale.

Infine, Google bloccherà quegli altri siti Web negativi che aprono nuove finestre quando i visitatori fanno clic su pulsanti invisibili o link pubblicitari mascherati da pulsanti, come i controlli di riproduzione video.

Le prime due modifiche arriveranno come integrazioni  di Chrome 64 e 65. Chrome 64 è attualmente in fase di rilascio da parte di Google, il che significa che è un software pre-beta. Google, comunque, afferma che i cambiamenti dovrebbero essere rilasciati a tutti gli utenti nei primi mesi del 2018.

Il terzo cambiamento entrerà in vigore a gennaio. Google sta rilasciando uno strumento chiamato “Abusive Experiences Report” che permetterà agli sviluppatori di verificare se i loro siti web sono conformi. Se un sito non lo è, i suoi sviluppatori avranno 30 giorni prima che Chrome inizi a bloccare il sito all’apertura di nuove schede e finestre.

Google aveva già annunciato in passato l’intenzione di aggiungere un blocco alla pubblicità fastidiosa su Chrome all’inizio del prossimo anno. Anche se questi nuovi aggiornamenti non fanno parte di questa iniziativa (non esiste ancora una data in cui verrà rilasciato il blocco degli annunci), hanno comunque la stessa funzione, assicurando così che gli autori di fastidiosi  annunci pubblicitari sul web non traggano vantaggio dagli utenti.

È ormai normale che i browser da oltre un decennio blocchino i popup, quindi questi nuovi aggiornamenti non sono affatto insoliti. Si stanno legittimamente bloccando comportamenti fastidiosi, indesiderati e lo spamming, ed è difficile capire in quale altro modo questo tipo di pratiche possa essere fermato su larga scala.

Lo strapotere di Google nel mercato dell’hitech

Sicuramente meritevole è l’iniziativa di Google, è positivo il fatto che tuteli gli interessi degli utenti e la loro sicurezza. Ma ricordiamo ancora una volta che Google ha una potenza enorme, molti si stanno chiedendo da tempo se non sia dannoso nel lungo termine che una singola azienda accentri così tanto potere nelle sue mani. Vorremmo sottolineare che Chrome da sola ha una quota di mercato ben superiore alla maggioranza, sia nel segmento desktop che mobile.

Ed anche come Google gestirà poi materialmente  la sua più grande iniziativa di blocco degli annunci sarà qualcosa da tenere d’occhio. Per questo, Google è inserita in un’organizzazione, la Coalition for Better Ads, che include altri giganti della tecnologia e diversi gruppi di media, in modo che non possa prendere questo tipo di decisioni in completa autonomia né senza alcun controllo.

Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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