La concorrenza a Starbucks si fa più agguerrita e il colosso vacilla in borsa

Scopri i tentativi della concorrenza di emulare il colosso americano del caffè Starbucks.

La concorrenza a Starbucks sta mettendo in difficoltà il colosso americano del caffè.

Per molti anni, Starbucks ha avuto una concorrenza insignificante sia in patria che all’estero. Per un motivo alquanto semplice: i competitors non sono mai riusciti a riprodurre e a combinare insieme i suoi punti di forza.

Quali sono i pilastri su cui poggia la fortuna di Starbucks?

Modello di business, look delle caffetterie moderno e accattivante, customer service ad altissimi livelli e, soprattutto, quella sensazione di “lusso accessibile” che si respira all’interno dei suoi curatissimi locali. Posti nei quali la gente si reca per godersi una tazza di caffè o un ottimo dolce con amici e colleghi, nel tempo libero o durante la pausa di lavoro fuori ufficio.

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Chi è e cosa fa Starbucks?

Si tratta della catena internazionale di caffetterie più famosa al mondo ed ha origini lontane. Il primo negozio fu aperto da tre amici a Seattle nel lontano 1971, ma fu un imprenditore, Howard Schultz, ad avere l’idea di portare in America il concetto della caffetteria italiana. Così fondò una catena di locali che poi divenne, nel 1983, Starbucks. Da qui è poi cominciata la grande espansione su tutto il pianeta, dal Giappone all’America del sud, dal Sudafrica all’Europa. Oggi ha una capitalizzazione di 86 miliardi di dollari, vi lavorano oltre 200.000 dipendenti e solo nel 2016 ha fatturato ben 21 miliardi di dollari.

Il tentativo della concorrenza di emulare il colosso americano del caffè

Nel corso degli anni svariate aziende hanno tentato di copiare il modello di business del colosso americano del caffè. Alcune hanno provato a copiare il menù delle bevande espresso, come McDonald’s con la linea di bevande McCafe. Altre, invece, hanno tentato di replicare il suo concetto di store, come Costa Cafe a Londra o Caffè Bene a New York. Ma, nonostante gli sforzi, nessuna di queste aziende è riuscita pienamente a ricalcare la fortuna di Starbucks, proprio perché non sono mai state in grado di fondere insieme le sue quattro peculiarità che la rendono unica: bevanda, concept del negozio, servizio curato e cultura.

In questa atmosfera le vendite della multinazionale americana sono cresciute in maniera esponenziale, attirando l’attenzione di Wall Street che si è innamorata del suo caffè e dei suoi store. Nel 2015 i ricavi e i guadagni  hanno raggiunto la punta massima, mentre quelli di McDonalds erano in flessione sensibile.

Come è cambiato il mercato negli ultimi due anni?

Ma negli ultimi due anni le cose sono piuttosto cambiate, sia in patria che all’estero. Negli USA, Starbucks sta ora affrontando la crescente concorrenza  portata da McDonalds McCafe che si è riorganizzata e che offre la colazione per l’intera giornata. E questo recupero di terreno è evidenziato dal recente riallineamento nelle vendite di McDonalds. All’estero, invece, Starbucks si trova ad affrontare la concorrenza di svariate startup che sono molto cresciute e, in alcuni casi, sono addirittura state in grado di superare il modello di Starbucks. Una di queste startup ha sede in Grecia, si chiama Mikel coffee, e offre ai suoi avventori un menù con ben 130 bevande. Oltre ad un locale elegantemente progettato e personale di servizio accuratamente reclutato e ben preparato, per offrire un eccellente servizio ai clienti.

Mccafe

Mikel coffee: espansione mondiale

Mikel ha avuto un’espansione velocissima in Grecia. Ha aperto 154 locali in otto anni proprio nel bel mezzo della grave recessione economica del Paese! Poi, lo scorso anno Mikel ha iniziato l’espansione all’estero fuori dai confini greci. Prima Dubai e con tutta l’intenzione di fare espansione in tutti gli Emirati e nei paesi del Golfo. Senza tralasciare Egitto, Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania.

Conclusioni sulla concorrenza e sull’andamento in borsa

Con la crescente concorrenza sia interna che all’estero sta influenzando la borsa. Le ultime relazioni finanziarie della catena nata a Seattle hanno evidenziato una flessione nei ricavi e negli utili. Tanto per fare un esempio: il margine operativo di McDonalds è al 32,7%, quello di Starbucks si ferma al 18,2%. E Wall Street se ne è accorta, penalizzando l’azienda. Le sue azioni hanno infatti segnato, negli ultimi due anni, tra le performance peggiori rispetto al mercato globale.

Siamo certi che il management di Starbucks sarà in grado di trovare le giuste contromisure? Terrà ancora bene in caldo il suo caffè?

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La concorrenza a Starbucks si fa più agguerrita e il colosso vacilla in borsa
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La concorrenza a Starbucks si fa più agguerrita e il colosso vacilla in borsa
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Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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