Via dalle edicole le riviste di Vogue Italia. La crisi colpisce anche i magazine patinati

Vogue, la rivista patinata più famosa al mondo, sta vivendo un momento difficile in Italia. Quali saranno le conseguenze?

Tutte le riviste Vogue Italia non verranno più vendute nelle edicole italiane

Proprio recentemente abbiamo parlato di come i nuovi modelli culturali e di business cambieranno l’industria tradizionale. La crescente digitalizzazione e le nuove tecnologie ormai a portata di tutti, stanno impattando pesantemente su tutti i settori dell’economia. Non è escluso quello della carta stampata che, proprio in questo clima, deve rivedere completamente le sue strategie.

Resterà in edicola solo Vogue, la testata principale

Di queste ore l’annuncio che la casa editrice  Condè Nast Italia, corrispondente in Italia di Condè Nast publications che pubblica in America riviste del calibro di Vanity Fair, The New Yorker e Vogue, chiuderà in Italia le riviste Vogue Uomo, Vogue Bambino, Vogue Accessori e Vogue Sposa. Praticamente i lettori potranno continuare a leggere solo Vogue, la testata principale, resa celebre da Franca Sozzani che le ha dato lustro e l’ha resa celebre in tutto il mondo quasi al pari dell’edizione americana. Con una pesantissima ricaduta sui livelli occupazionali, dato che il personale e i giornalisti che lavorano per quelle testate non verranno riassorbiti dall’azienda.

Franca Sozzani: l’anima di Vogue Italia

Ricordiamo che proprio Franca Sozzani era stata la vera anima di Vogue, cuore pulsante e motore della rivista, in grado di portarla a livelli di diffusione altissimi. Solo nel 2016 il fatturato è stato di 123 milioni di euro, con un utile di ben 3 milioni, addirittura in crescita rispetto al 2015.

La scomparsa di Franca Sozzani e la crisi di Vogue

Ma con la sua morte avvenuta a dicembre, certamente Condè Nast Italia ha deciso di anticipare alcune decisioni che forse erano già nell’aria. Già era stata sospesa nel corso del 2015 la pubblicazione della rivista Wired, in un piano di ristrutturazione aziendale. E dispiace ancor più dover sottolineare che nessuna di queste testate, neanche Vogue stessa, ha dedicato un solo articolo a quella signora della moda che così tanto ha fatto per loro.

Cosa ne sarà dei giornalisti?

La casa editrice ha offerto loro una soluzione abbastanza allettante: 40 mensilità se accettano di uscire dall’azienda a partire da settembre. Mai in questo settore c’era stata una proposta così vantaggiosa. Per questo ipotizziamo che molti lavoratori accetteranno l’offerta anche perché, una volta scaduti i termini, l’uscita a quel punto non sarebbe così indolore sul piano economico.

Segno dei tempi che cambiano. E del lento declino al quale devono sottostare anche quelli che una volta erano ritenuti dei capisaldi.

Umberto Benedetti

Ho maturato una solida esperienza di 19 anni in aziende di rilevanza nazionale e multinazionali nel settore delle vendite. Sono esperto in pianificazione e organizzazione. Ho sviluppato vaste esperienze nella comunicazione, nella gestione delle Risorse Umane e nel Problem Solving.

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